domenica 21 novembre 2010

Je suis....



Io sono una selva e una notte di alberi scuri, ma chi non ha paura delle mie tenebre...
troverà anche pendii di rose sotto i miei cipressi. 

(F. Nietzsche)

sabato 20 novembre 2010

Rendez-vous


Coglimi
come rosa senza spine.
Sorprendimi
come luce che nasce dall'oscurità.
Rapiscimi e uccidimi
con tutta la tua passione.

Riportami alla vita e rinasci dalle mie ceneri.

Di me 
solo una piccola essenza dovrà sopravvivere.



giovedì 18 novembre 2010

Serotonina...

...può ridurti facilmente così:


...
inibiniamola
...
per quanto è possibile,
per quanto durerà
...
finché sopravviverà.

mercoledì 17 novembre 2010

"da quella solitudine di stella a quella solitudine di stella"

Se una tua mano schiva la sventura,
con l’altra mano scopri
che non è il tutto se non di macerie.
[...]
 Si oppone alla tua sorte una tua mano,
ma l’altra, vedi, subito t’accerta
che solo puoi afferrare
bricioli di ricordi.



[...]
Quando un giorno ti lascia,
Pensi all’altro che spunta.
 È sempre pieno di promesse il nascere
Sebbene sia straziante
E l’esperienza d’ogni giorno insegni
Che nel legarsi, sciogliersi o durare
Non sono i giorni se non vago fumo.
[...]
All’infinito se se durasse il viaggio,
Non durerebbe un attimo, e la notte
E già qui, poco prima.
Un attimo interrotto,
Oltre non dura un vivere terreno
[...]
Le ansie, che mi hai nascoste dentro gli occhi,
per cui non vedo che irrequiete muoversi
nel tuo notturno riposare sola,
le tue memori membra,
tenebra aggiungono al mio buio solito,
mi fanno più non essere che notte,
nell’urlo muto, notte.


G. Ungaretti, Ultimi cori per la Terra Promessa

martedì 16 novembre 2010

Caoticamente Me



Prega, Laura, l'amore. L'aurora non è ancora timida beltà e circa da tre ore un pianto secco fa rumore - tic tic tac - fra gola e animaPrega, Laura, l'amore sapendo che l'aurora non lo porterà, con tutte le sue prove, come ebbrezze nuove (tic tic tac dal cuore all'anima). 
Sogna di ricordi che per lei sono impossibili dando loro vita con soffi di pietosa carità. Nutre il suo languore con confetti di miracoli e angustia il suo silenzio quando pensa "sono la mia specialità". E scrive, scrive, scrive tutto quanto e non si sbaglia mai, con la precisione del poeta che non sbaglia mai. 
E chi la leggerà e si innamorerà sicuro troverà da qualche parte scritto "E' troppo tardi...Laura". Prega, Laura, l'amore che vanga come il sole incontro al buio va e che giri come il globo della terra il quale, poi, verso il buio la riporterà. Prega, Laura, l'amore perchè si prega ciò che forse mai si avrà: e quando crede vera questa cosa, si dispera in un sorriso che sa d'infelicità. Sogna che l'amore sia il ripudio della realtà come una follia tanto bella quanto ineffabile. E sente con la sua miserabile lucidità che quella condizione non le sarà accessibile.



E scrive, scrive, scrive...

domenica 14 novembre 2010

Come down with fire

... ciò che è stato creato con passione e consapevolezza perdura al di là del tempo e dello spazio...
Tuttavia anteponiamo ai nostri desideri coercitive parentesi per abbattere muri insormontabili, ma solo al fine di tornare a vivere e sperare di godere di quel barlume di felicità che ci è stata concessa poco prima...


Non ricordò perché, quel giorno, cambiò strada. Non ebbe memoria del perché si trovasse lì, quella mattina. 
Solo nella notte ebbe la certezza che qualcosa - molto più grande di lei - l'aveva spinta a cambiare direzione, ad aprire una porta che fino a quel momento  era rimasta celata alla sua coscienza. 
Il vuoto della foresta l'attorniava. Nessun suono, nessuna mistica creatura aveva preso corpo in quella penombra. Si addormentò cullata dal rumore della pioggia che dolcemente scivolava sulle foglie ingiallite dal tempo. Si addormentò nel buio di quel primo temporale invernale e nel gelo di quell'ennesimo inverno dello spirito.
Il ciclo delle stagioni stava per compiersi e lei era ancora lì, intenta a contemplare i sogni in cui riviveva un passato cancellato e dimenticato. Era ancora lì, come se il tempo non fosse mai trascorso. Era ancora lì, ancorata a scogli che non osava abbandonare. Godeva dell'energia inesauribile della solitudine, felice del dolore che avrebbe provato in cambio del sorriso donato sul volto di coloro che amava con tutta se stessa. 
Si addormentò fra gli affanni della triste e desolata sofferenza e sognò: un tramonto sul mare, la sabbia che accompagnava i suoi delicati passi in una dolce ed effimera danza; un'alba lunare e accanto a lei una misteriosa e ignota figura. Sorpresa si voltò per osservarla meglio. L'oscurità avvolgeva i lineamenti di quel volto senz'anima e senza nome, tuttavia i suoi occhi erano fissi su lei e oltre lei.

Nella notte ogni cosa assaporava il silenzio. 
In quel momento mi guardavi senza proferire parola. 
In questa mente così masochista esistevi, assente come sempre. 
Che significato aveva averti accanto se la tua trasparenza non mi tangeva? 
Perché sentire l’assenza della tua presenza? 
Presente nel sonno...assente nella realtà... 
Chi sei tu che così misteriosamente mi invadi e non mi emozioni? 
Chi sei tu, lontananza, che mi affoghi in un mare di ansia e pesi su me come un macigno che non riesco a sorreggere?

A quell'onirica fantasia i suoi occhi si destarono e la nostalgia la pervase con tutta la sua crudeltà. Le mancavano quelle virili mani sul suo viso, quei passionali baci che delicatamente si appoggiavano alle sue labbra e desiderava quelle miracolose braccia cingerla e stringerla di nuovo con forza. Tuttavia era certa che un giorno anche quel sogno l'avrebbe abbandonata; anche quel sogno, quell'ultimo barlume di speranza, non sarebbe mai sceso nel baratro in cui era caduta, per salvarla e riportarla alla luce del mattino con la forza del fuoco. 

Solo chiudendo gli occhi, avrei potuto riaprirli.
Solo dimenticando, avrei potuto ricordare ancora.
Solo nella morte avrei potuto vivere.
Chiusi la dodicesima porta e ne aprii un'altra su un immenso panorama:
scrutai l'orizzonte e mi persi nell'immensità,
nel luogo in cui il Tutto e il Nulla si perdono nella serenità di un sorriso.
Nel luogo in cui il pensiero non ha vita.

Run away...far away




6:30 di un mattino invernale
La neve scende, nell'alba silente
Una rosa che porta un qualsiasi altro nome
Eva lascia la sua casa di Swanbrook
Un cuore più generoso di tutti gli altri che mi ha sempre
Fatto vergognare del mio
Lei cammina da sola, ma non priva del suo nome

Eva vola via
Sogna il mondo lontano
In questo crudele gioco di bambini
Non ci sono amici che la chiamino per nome
Eva prende il largo
Sogna il mondo lontano
Il Buono in lei sarà il mio campo di girasoli

Derisa dall'uomo fino al più profondo disonore
Una bambina con una vita davanti
Per il ricordo di una parola gentile
Rimarrebbe in mezzo ai bruti
Ancora un altro temerario sogno
Prima della sua fuga, splendore dell'Eden
Che uccidiamo insieme al suo cuore amorevole

Eva vola via
Sogna il mondo lontano
In questo crudele gioco di bambini
Non ci sono amici che la chiamino per nome
Eva prende il largo
Sogna il mondo lontano
Il Buono in lei sarà il mio campo di girasoli


... tra me e il mondo ...

"C'è, tra me e il mondo, una nebbia che mi impedisce di vedere le cose come veramente sono - come sono per gli altri"    
F. Pessoa




... tra me e il mondo non vi è che il Nulla.
Osservo questa esistenza dalla parte sbagliata di un cristallo che non vuol rompersi. 
Schivo gli attacchi nemici con il coraggio di una piccola e indifesa fuggitiva e in questa ansiosa corsa sento tutto il peso del mondo abbattersi sulle mie fragili spalle. L'anima sussulta alla ricerca di attimi che siano capaci di far battere ancora una volta un cuore morente: dono e pena inattesi all'interno di un cammino privo di senso. 


... tra me e il mondo non vi è che il Tutto.
Lotto contro catene che non vogliono spezzarsi. Sfodero con forza la mia determinazione e tutto ciò che rimane sono profonde ferite. Nessuna vittoria all'orizzonte. Nessuna sconfitta. La battaglia non ha avuto nè fine nè principio. La guerra deve ancora essere dichiarata ed io mi ritrovo divisa fra due anime affini e nemiche.


... tra me e il mondo s'innalza il mio Ego. 
Il Tutto e il Nulla di uno spirito senza limiti, rinchiuso dietro le sbarre della paura e dell'incertezza. Il Tutto e il Nulla di un'anima che cerca la sua esatta metà opposta per sentirsi parte di un mondo ostile che nega la mia devastata esistenza.