Ho parlato con la Luna.
Non mi ha risposto.
La notte sembrava così calma e quieta che nulla avrebbe potuto turbare quell'estasi solitaria. Eppure giunse una stella a illuminare il tramonto della Luna nelle calde acque del mare. Una Luce effimera e quasi inesistente, giunta per distruggere una quiete tanto onesta quanto sublimamente sincera.
Maledetta Stella. Maledetta Notte.
La Donna amava quel buio e quella solitudine.
La donna adorava quella mistica atmosfera senza tempo, in cui nulla poteva distogliere il suo pensiero dalla grande Madre Bianca senza voce.
Bastò una Luce per dimenticare le domande poste e le risposte donate.
Bastò una Luce per riscoprire il flusso del tempo e dell'esistente.
Una Luce per immergersi ancora nell'ansia predatrice delle speranze.
Quella Luce fu l'incubo più atroce che la Donna potesse immaginare nel suo onirico mondo, in cui amava tanto nascondersi. Quella Luce pose fine alla realtà che aveva desiderato e dalle calde acque marine ne nacque un'altra dalla quale non sarebbe più riuscita a fuggire.
La delicata mano sfiorò le rosee labbra che, socchiuse, baciarono il vento e porsero amorevoli parole alla Madre Bianca, in segno di addio.
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