mercoledì 14 settembre 2011

La pazienza


La pazienza è la virtù dei forti.
Chi ha il coraggio di aspettare vedrà l'alba e l'ombra scivolerà alle spalle, lasciando il posto alla verità luminosa di ciò che sta davanti a ciechi occhi.
Tutto viene per chi sa' attendere. 

giovedì 8 settembre 2011

Adoro fare Follie ... sopratutto nel giorno del Perfect Day.


Svegliarsi tardi.
Vestirsi in cinque minuti.
Farsi Vaiano-Rifredi in 20 minuti di macchina, quando ancora l'alba è lontana.
Arrivare a Rifredi, pregare che ci sia un treno per SMN, prendere a culo il primo che passa e correre sui binari di SMN per arrivare all'agognato Eurostar in perfetto orario: tutto ciò in meno di 40 minuti totale dall'apertura oculare mattutina *.* e senza la dose di caffeina giornaliera.
Arrivare a destinazione con una fredda e nuvolosa giornata nordica.
Cercare di non perdersi con la metro e familiarizzare coi barboni di prima mattina.
Arrivare al Duomo.
Ricordarsi che nonostante tutto, nonostante la prima volta, quell'opera di architettura è davvero incantevole. Arrivare alla seconda destinazione.
Chiamare l'interessato che da ore tentava di contattarmi inutilmente.
Sentirsi rispondere male e con tono accidioso come al solito, nonostante sia il PERFECT DAY.
Pazientare l'arrivo dell'accidioso, giocando linguisticamente, banalmente, psicologicamente e stupidamente: in realtà IO non ero a Milano xD.
Vederlo "correre" fra le mie braccia e stringermi forte commosso e basito dalla pazza donna che ancora - contro ogni peripezia e ogni ostacolo - è ancora al suo fianco!
Lasciarlo per sbrigare impegni e nuove responsabilità. Indossare la maschera della turista in Milano per un giorno: alla disperata ricerca di un bar economico dove fare colazione e un bagno per la pipì! Entrare in tutte le librerie del centro e del corso e pensare che a Firenze siamo molto più avanti: noi almeno, nelle nostre librerie, abbiamo un bagno e un reparto letteratura che lì sembra del tutto inesistente, fatto salvo per i grandi classici e l'illustre poesia: che delusione!
Fare foto.
Continuare il giro turistico.
Riuscire a fare colazione, ma senza bagno.
Trovare inaspettatamente la statua di Cesare Beccaria e pensare che il nonno di Manzoni era davvero un bell'uomo, ma forse sono solo innamorata del suo cervello.
Pensare di nuovo a Manzoni tentando di immaginarlo mentre calpesta quelle stesse strade con gli occhi al cielo mentre annota su un taccuino pezzi e strofe delle poesie dopo la conversione!
Cercare disperatamente il "porcello" milanese e non trovarlo.
Telefonare alla socia campana di adozione sia lombarda che toscana per farsi dire dove sta.
Scovarlo dopo una lunghissima lotta a mani nude coi giapponesi armati di fotocamera digitale e vedere che non è un porcello ma un toro -.-“.
Tornare dal diretto interessato.
Farsi abbracciare di nuovo e visto che era il suo compleanno, andare con lui al burger king pur odiandolo: ma si sa' nel giorno del suo compleanno è imperativo accontentarlo.
Farsi di nuovo un giro turistico e fargli da guida perchè troppo polentone e accidioso per farselo da solo, nonostante sia un milanese di neo adozione.
Farsi fare nel giorno del suo compleanno il regalo più bello del mondo: il telo da mare di Ih-Oh che sfoggerò in Salento con orgoglio la prossima estate *.* pur aspettandomi le risate dei compagni d'avventura estivi.
Procedere di nuovo verso la stazione con rammarico.
Amoreggiare sul treno.
Salutare l'interessato della follia. Imbroccare il capotreno nel giro di 10 minuti e tentare di convincerlo che sono fiorentina e che non devo scendere con lui a Bologna.
Usare l'IC come un autobus e chiedere gentilmente alla capotreno salita a Bologna al posto del rimorchione.
Sorridere.
Farsi aprire le porte a Rifredi e scendere solo io lasciando basiti tutti gli altri passeggeri. 
Adoro queste follie! Adoro con follia l'interessato della folllia e mi scuso se la sera prima e la mattina mi son divertita a convincerlo che arrivare a Milano era troppo complicato per me xD, visti i troppi impegni.
Ringrazio mia “moglie” per avermi retto il gioco sino alla fine e le mie socie, che cortesemente hanno lavorato anche al posto io ^^.



sabato 27 agosto 2011

Buon viaggio


Buon Viaggio della Vita, Raggio di Sole.

Conoscerai persone nuove. 
Percorrerai vie che non hai percorso mai. 
Incontrerai occhi e anime che t'insegneranno molto. 
Vivrai emozioni forti e capirai cosa significa esser Patrigno di piccole e argute menti, che solo tu potrai plasmare col tuo carisma e la tua energia unica. 
Non dimenticare mai di volar lontano e alto nel cielo, perché devi splendere e far risplendere. 

Ti aspetterò a braccia aperte, cercando di non dimenticare ciò che sei.
Ti aspetterò per rivivere insieme ancora quei giorni di sole e di vento. 
Ti aspetterò nel desiderio di vederti realizzare il sogno che da anni porti con te, vederti nelle vesti della splendida esistenza che sei. 

Se tutto andrà bene ti raggiungerò. 
Se tutto andrà male, avrai per sempre il mio cuore e la mia anima. 

martedì 23 agosto 2011

L'orizzonte



Era bello sognare e dirigere ogni desiderio e volontà all'orizzonte, mentre la Grande Sorella, rossa di passione, s'innalzava dalle chiare acque marine. Ci sono anime che sanno quel cercano ma invano tentano di comprendere fino in fondo la loro volontà. C'è una sottile linea che divide la meta e la volontà. 
A quell'orizzonte ho affidato i miei desideri e le mie volontà; su quell'orizzonte le ho abbandonate come l'ultima dea abbandona l'ultimo respiro.

mercoledì 13 luglio 2011

Dillo alla Luna.

Ho parlato con la Luna.
Non mi ha risposto. 

La notte sembrava così calma e quieta che nulla avrebbe potuto turbare quell'estasi solitaria. Eppure giunse una stella a illuminare il tramonto della Luna nelle calde acque del mare. Una Luce effimera e quasi inesistente, giunta per distruggere una quiete tanto onesta quanto sublimamente sincera. 

Maledetta Stella. Maledetta Notte.

La Donna amava quel buio e quella solitudine. 
La donna adorava quella mistica atmosfera senza tempo, in cui nulla poteva distogliere il suo pensiero dalla grande Madre Bianca senza voce. 
Bastò una Luce per dimenticare le domande poste e le risposte donate.
Bastò una Luce per riscoprire il flusso del tempo e dell'esistente.
Una Luce per immergersi ancora nell'ansia predatrice delle speranze.
Quella Luce fu l'incubo più atroce che la Donna potesse immaginare nel suo onirico mondo, in cui amava tanto nascondersi. Quella Luce pose fine alla realtà che aveva desiderato e dalle calde acque marine ne nacque un'altra dalla quale non sarebbe più riuscita a fuggire.

La delicata mano sfiorò le rosee labbra che, socchiuse, baciarono il vento e porsero amorevoli parole alla Madre Bianca, in segno di addio.

sabato 9 luglio 2011

Forsaken


Abbandonato

per un momento pensavo di essermi addormentato
sdraiandomi senza emozioni in un sogno

poi aumentando improvvisamente
io ho sentito respiro freddo sopra di me
lei dolcemente bisbigliava nel mio orecchio
(dimenticato)

abbandonato
sono venuto per te stanotte
svegliato
guarda nei miei occhi e afferra la mia mano
dai te stessa a me

io aspettavo fedelmente
la notte per cadere di nuovo
cercando di far cessare la paura che c'era in me

fuori dalla notte e dalla foschia
io sentivo un bacio legato
e vedevo una goccia cremisi(color sangue)sulle sue labbra

devo sapere il tuo nome

dove ho visto la tua faccia prima?
mia cara perchè non sei spaventata


abbandonato
sono venuto per te stanotte
svegliato
guarda nei miei occhi e afferra la mia mano
dai te stessa a me

abbandonato
sono venuto per te stanotte
svegliato
guarda nei miei occhi e afferra la mia mano
dai te stessa a me
dimenticato
vola via con me stanotte
sveglio
rinnova la mia vita
ora tu sei mia
dai te stessa a me

mercoledì 6 luglio 2011

Diario di una folle: era un sogno?

Cosa accade alla luce soffusa che illuminava le mie giornate fino a poco tempo fa?
Cosa accade a quella delicata anima che mi ha ridato la forza di lottare per quei sogni che non credevo di avere?

Ricordo i lontani giorni in cui bastava un semplice buongiorno per farmi sorridere. 
Quei giorni in cui correvo a cercare qualche parola d'amore, qualche dolce gesto di stima...qualcosa che provasse la sua esistenza. Sembrava un sogno e non lo era. Vivevo un film ma era realtà.

Ora che avrei bisogno della mia solitudine per cercare davvero la mia strada, sento la necessità del suo abbraccio lontano e della speranza che sia per me una meta certa. 

Temeraria e timorosa bimba sperduta in un deserto colmo di sciacalli, corro senza tregua alla disperata ricerca della mia oasi. Solo per qualche istante di rifugio.

Era solo un sogno?
Quella corsa incessante e frenetica era solo un miraggio?
Possibile che non sia stata in grado di vedere la realtà?

E' più forte di me: le virtù postmoderne dell'ipocrisia e dell'egoismo non mi appartengono. 
Vengo da un'altra epoca, da un'era lontana e futura, sepolta nelle sabbie del tempo e dello spazio. In questo mondo non esisto e non voglio esistere, mi fa troppo male non riconoscermi e non riflettermi in ciò che mi circonda. Fa troppo male avere fra le mani la logica oggettuale e non poterla trasmettere al mondo. E ancora più male sapere che non potrò donarla alle future generazioni, nemmeno al sangue del mio stesso sangue. 

Correrò il rischio di gettarmi dal ponte delle grandi aspettative e delle grandi mete anche per chi ha perso quasi definitivamente l'opportunità di essere al mio posto, di tentare l'impossibile, di rendere qualcosa di inutile veramente speciale. 

Arrendersi al vittimismo insensato è segno di debolezza e d'irrazionalità. 
Per mano di altri sono guarita da una malattia che nessuna medicina poteva guarire. Per salvarmi ho perso una parte di me e una grande cicatrice mi ricorda il dolore di un tempo ormai lontano, mi ricorda ciò che ero e ciò che sono diventata. Un segno indelebile vicino al cuore a ricordarmi il destino da cui non posso fuggire: diversa nell'apparenza, uguale nella sostanza: nulla è cambiato e il cerchio delle vicissitudini torna sempre a quell'orrendo punto di partenza.

Un segreto dal quale non si può fuggire. 
Una lacerazione che non si può nascondere.

L'introspezione fa male ma specchiarmi mi è impossibile.

Solo un abbraccio sincero di un complice può salvarmi? 
Forse.
La parola più bella del vocabolario italiano: apre alle possibilità e non alle certezze; non cerca la fine, ma va verso l'infinito.
Non è di un complice di cui ho bisogno ma di un universo interno che sia in grado di incendiarmi l'anima e di rendermi nell'apparenza una stella cometa, per illuminare quello stesso universo che mi ha invasa che istante dopo istante mi protegga e rende vera e reale la mia esistenza. 
Non voglio un amore come tanti.
Non voglio l'affetto di molti e l'indifferenza di pochi. 
Voglio proseguire il cammino verso quell'infinito che solo l'incertezza mi può dare.

Santo Dubbio e Santa Incertezza,
Santo Forse e Santo Opinabile,
senza di voi la mia vita non avrebbe senso.
Ma adesso vorrei che quella luce che vidi accendersi in un giorno di primavera non si spenga mai, ma che rimani viva e splendente come mia unica certezza. 
Quella luce è l'unica divinità in cui voglio credere, perchè credo in lei e nelle sue capacità.
Perchè voglio invecchiare e tornare a fare il giro-giro-tondo avvolta da quella luce. 
Perchè il mio congedo umano non avrà senso se non nelle braccia di quella luce.