domenica 10 aprile 2011

Letter to...


Nella vallata solo il dolce e spensierato canto degli uccelli rompeva il silenzio. 
I raggi del sole filtravano fra le nuvole e le cime degli alberi. Qualche foglia si lasciava cullare dal vento e i rami ornati di pigre e timide gemme danzavano al canto della natura in un tardo pomeriggio primaverile. 
In quelle solitudine paradisiaca c'eravamo noi. 

Noi a far invidia al mondo intero, perchè perfezione più unica non esiste.
Noi a risplendere dell'Amore che non c'è. 
Noi, eterni sognatori, ancora intenti a lottare per i nostri sogni che adesso chiamiamo "obiettivi".
Noi che non ci vergogniamo di amarci fra i boschi, fra le incantate colline toscane.
Noi che ridiamo del nulla.
Noi che siamo il Tutto diviso in due splendide metà.

Dimenticare è difficile. 
Rinascere è complicato. 
Reinventiamo anime morte in un passato angusto, ma continuiamo a soffrire dei torti subiti.
Quanto è distante la vetta che ci separa dal paradiso?

Guardavamo il cielo e ci scaldavamo con baci e carezze. Riflessi nei nostri occhi gli ancestrali dolori e le nuove speranze. Con un abbraccio abbiamo cominciato a ricredere in qualcosa più grande e più piccolo di noi, in qualcosa che credevamo fosse svanito nell'acidità del tempo, dell'odio e dell'indifferenza. 
Siamo rinati dalle ceneri di un tempo lontano. 

Continuo a morire giorno dopo giorno. 
Milioni di attimi vitali si spengono come fiamme di candele. 
Troppo sensibile è la mia anima...
Troppo dolore vive ancora in me...
Troppi pugnali mi hanno colpita.

Potranno uccidermi milioni di volte...
ma l'unica vita che non potranno mai prendere è quella immortale e perpetua che mi lega a te. 

2 commenti:

  1. Oggi io vivo un nuovo sogno... sento che sei tu...

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  2. incrocio le dita sperando che il sogno non rimanga tale ma diventi realtà!

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